18 aprile 2014

Recensione "Prodigy" di Marie Lu

Salve GoodReaders
Non scrivo da molto ormai sul blog, ma non per questo le mie letture si sono arrestate...anzi. In queste settimane di assenze ho fatto il pieno di letture ed ora mi ritrovo con ben cinque recensioni da scrivere. Inoltre manca pochissimo per Pasqua e non potete immaginare quanti regali librosi ho già ricevuto, ma ne parleremo nei post pre-Pasqua (sono 3 uno ogni giorno a partire da oggi). Il romanzo che oggi vi recensisco è il secondo capitolo di una trilogia distopica della penna di Marie Lu.


Titolo: Prodigy
Autrice: Marie Lu
Pagine: 298
Genere: distopic, YA
Editore: Piemme Freeway
Trama: 
June e Day arrivano a Vegas dopo essere miracolosamente sfuggiti all’ingiustizia della Repubblica quando l’inconcepibile accade: l’Elector Primo muore e il figlio Ander prende il suo posto. Mentre la Repubblica sprofonda nel caos, i due giovani ribelli si uniscono ai Patrioti nel disperato tentativo di salvare il fratello di Day, Eden. E i Patrioti accettano, ma a una condizione: June e Day dovranno prima uccidere il nuovo Elector. Peccato che Ander non abbia niente a che vedere con il suo crudele genitore.

La mia recensione
Prima di iniziare ringrazio la blogger Franci (del blog Coffeeandbooksgirl) per avermi fatto scoprire questa magnifica trilogia.

Bene ora possiamo iniziare
Finire Prodigy è stato difficilissimo: non volevo terminare il mio viaggio con June e Day, letteralmente sto impazzendo per questi due! I segreti di Legend si svelano in questo romanzo e finalmente Day e June vanno oltre all'attrazione.
June e Day stanno cambiando. June lentamente inizia a capire che la membrana in cui viveva era solo una falsa idea di libertà, la Repubblica sta cercando lei e il suo compagno di disavventure Day, quest'ultimo invece è sempre stato uno degli obbiettivi dei Patrioti ed ora che loro hanno Tess in squadra per il ragazzo sarà difficile dire loro di no. I ribelli però non vedono di buon occhio la compagna June, ma Day prova qualcosa di molto forte per la ragazza e deciderà per conto suo. Il ricordo della morte
dei famigliari di Day fa sentire terribilmente in colpa June che è afflitta ulteriormente dalla morte del fratello. Scoprirà molte cose in più sulla sua morte e questo alimenta il suo desiderio di vendetta verso l'Elector e la Repubblica. Ma l'Elector non è più lo stesso, al suo posto c'è il figlio che per la Repubblica prevede un profondo cambiamento e quindi non viene visto di buon occhio dall'alta società, quindi c'è solo un modo per ottenere l'appoggio del popolo. Avere la fiducia della scintilla della rivoluzione.  Day. Che insieme ai Patrioti e June sta complottando un attentato all'Elector Primo. June in questo piano ha un ruolo fondamentale ed ogni sua mossa è calcolata e controllata: non può commettere errori, ma soprattutto non deve tradire i ribelli e Day.
Il mondo distopico della Lu in questo romanzo viene approfondita facendoci rendere conto di come è organizzata la società con i vari ruoli. Più che mondo forse sarebbe più appropriato dire l'America perchè in questa trilogia la Repubblica e le Colonie sono situate nelle vecchie Nazioni Unite (vecchie in base alla prospettiva del romanzo). Los Angeles, 
Las Vegas e molte altre città sono cadute in rovina per via di un morbo, le popolazioni più povere stanno morendo lasciando in vita solo quelle con i finanziamenti necessari per il vaccino. Ma questo vaccino come viene creato se ogni giorno questa malattia sembra cambiare? 
Tornando a June, il piano prevede una sua resa alla giustizia della Repubblica, ciò le permetterà di arrivare all'Elector per parlare con lui e raccogliere informazioni per i Patrioti, ma questo nuovo governatore vuole le stesse cose dei Patrioti, almeno sembra.
In Legend era chiaro da subito che June Iparis era il solito ed unico prodigio della Repubblica dato che aveva ottenuto il massimo punteggio nel test e che invece Day era stato scartato con un punteggio bassissimo. Bene! Sono contento di dirvi che anche Day aveva ottenuto il massimo dei voti ma per qualche strana ragione è stato scartato e quasi ucciso. Quindi June e Day non solo sono due innamorati persi, abili calcolatori e perfetti agenti (anche se Day non lo è mai stato) loro sono anche i soli ed unici Prodigi ed ecco il significato del titolo. Azzeccatissimo direi. Nel complesso Prodigy è stato un ottimo compagno di lettura, un romanzo scorrevole come il primo cosa che amo in un romanzo, amo sentire la storia scorrermi tra le dita mentre sfoglio il libro. Magnifico, quasi quanto il primo. Non parliamo poi del romanticismo e dell'azione all'interno di questo romanzo... i due caratteri così apparentemente opposti si fondono alla perfezione. Lo stile della scrittrice è diretto, le informazioni che ci vengono date vengono assimilate e capite in uno sbatter di ciglia. Amo questa scrittrice. Ormai posso dirlo.
La storia è raccontata dai due personaggi principali June e Day, questi personaggi mi hanno dato un senso di sicurezza mentre leggevo cosa che ormai non sembra assente in un romanzo: ormai troviamo sempre la solita ed insicura ragazza con un passato e un presente orribile. Se aspettate di trovarvi di fronte a questo in Prodigy vi state sbagliando alla grande, June è una ragazza sicura e Day non è il solito ragazzo egocentrico ma anzi possiamo anche definirlo tenere e protettivo. E mi sembra palese consigliarvi questa serie che personalmente amo. Non vedo l'ora che esca il terzo capitolo Champion e mi sembra logico assegnare a questo bellissimo romanzo, ormai uno dei miei preferiti di quest'anno, le tanto ambite cinque stelle. 
Giudizio: L'amore che si fonde con il tradimento, la vendetta con la fiducia. Questo è Prodigy, un romanzo magnifico, anche se è troppo limitativo come aggettivo per descriverlo.

1 commento:

cooksappe ha detto...

*____* '' !

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